F4B mira a creare una rete collaborativa composta da enti di gestione delle aree protette, università, associazioni ambientaliste e semplici cittadini. L’obiettivo è mettere in campo attività di informazione, formazione e divulgazione capaci di far comprendere pienamente il valore della biodiversità, stimolando un atteggiamento di partecipazione attiva nella tutela e nella gestione sostenibile del territorio. Lo studio della fauna ittica diventa uno strumento fondamentale per valutare la qualità delle acque: attraverso indici standardizzati, infatti, i pesci permettono di ottenere indicazioni affidabili sullo stato dei corpi idrici.
A questo monitoraggio si affianca un approccio innovativo basato su metodologie genetiche e genomiche, che consentono analisi più approfondite e utili per orientare interventi di gestione mirati ed efficaci. Un ulteriore elemento di innovazione è rappresentato dall’approccio di Citizen Science, che coinvolge volontari, cittadini e comunità scientifica in un percorso condiviso di conoscenza e raccolta dati. L’obiettivo è formare e avvicinare quante più persone possibile alle attività di riconoscimento, ricerca e monitoraggio, trasformando la conservazione della biodiversità in un impegno collettivo e diffuso.
Parole chiave
Obbiettivi
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Il progetto F4B si articola in tre obiettivi principali, che uniscono ricerca scientifica, gestione attiva e partecipazione dei cittadini:
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Stakeholders coinvolti
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Il progetto si fonda su una rete di stakeholder altamente qualificati e profondamente radicati nel territorio. Tra i partner scientifici figurano l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l’Università degli Studi di Bologna – Alma Mater Studiorum, che garantiscono competenze accademiche e supporto metodologico avanzato. Accanto al mondo della ricerca, il progetto coinvolge le associazioni di pesca locali, custodi diretti dei corsi d’acqua, e le associazioni naturalistiche del territorio, preziose per la loro esperienza sul campo e per il ruolo attivo nella conservazione. Questa collaborazione trasversale permette di unire conoscenza scientifica, saperi locali e partecipazione civica, creando una base solida per la tutela della biodiversità acquatica. |
Principali risultati attesi
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Il progetto punta a ottenere risultati concreti per la tutela dei corpi idrici appenninici e padani. Il monitoraggio delle specie ittiche permetterà di individuare con precisione la presenza di specie alloctone e di condurre un’analisi genetica sulle popolazioni monitorate, offrendo dati fondamentali per la gestione futura. Parallelamente, la rimozione degli esemplari di Salmo trutta fario sarà portata a termine con successo, contribuendo a ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema e a proteggere le specie anfibie più vulnerabili. A conclusione delle attività, verrà realizzato un elaborato finale frutto del progetto di citizen science, che raccoglierà dati, esperienze e risultati, diventando uno strumento di conoscenza condivisa e facilmente utilizzabile per le azioni di conservazione future. |
Diffusione dei risultati
La diffusione e la replicabilità dei risultati legati al contenimento delle specie aliene rappresentano un punto di forza del progetto. Se l’intervento di gestione previsto per la rimozione della Salmo trutta fario si dimostrerà efficace, il metodo potrà essere applicato anche in altri contesti, offrendo una strategia utile per proteggere ecosistemi similari minacciati da specie introdotte.












