Il progetto MEIOGYPSOS si propone di esplorare la meiofauna presente in alcune grotte del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, con l’obiettivo di colmare le attuali lacune sulla biodiversità degli acquiferi carsici, ancora largamente sottostimata. Attraverso questo studio sarà possibile sviluppare nuovi strumenti utili al monitoraggio della qualità delle acque ipogee, fondamentali per comprendere lo stato di salute degli ecosistemi sotterranei.
La meiofauna, da un punto di vista funzionale, è l’insieme di metazoi bentonici di piccole dimensioni: gli organismi che la compongono presentano dimensioni comprese tra 30 µm (fino a 20 µm negli ambienti più profondi) e 1 mm, e una biomassa compresa tra 0,01 e 50 µg di peso secco. Un elemento centrale del progetto è il coinvolgimento della comunità speleologica locale, che diventerà parte attiva delle attività di ricerca. I risultati verranno poi condivisi con il pubblico tramite eventi divulgativi e conferenze scientifiche, favorendo una maggiore consapevolezza del valore ecologico e della fragilità degli ambienti carsici.
Parole chiave
Obiettivi
Il progetto si sviluppa attraverso quattro obiettivi che combinano esplorazione, ricerca genetica e monitoraggio ecologico degli acquiferi carsici della Vena del Gesso Romagnola:
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Identificazione e la mappatura dei corpi d’acqua sotterranei, individuando gli specchi d’acqua ipogei che saranno oggetto di studio all’interno del Parco.
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Creazione di una checklist della meiofauna sotterranea: dai laghetti mappati verranno raccolti campioni di sedimento da sottoporre ad analisi genetiche e morfologiche presso i laboratori IRSA-CNR di Pallanza, al fine di ottenere un elenco dettagliato delle specie meiofaunali e microbiologiche presenti.
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Valutazione della qualità degli acquiferi carsici, utilizzando la meiofauna come bioindicatore sensibile dello stato ecologico delle acque ipogee.
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Definizione di un piano periodico di monitoraggio, basato sulle tecniche genetiche sperimentate e sulle comunità meiofaunali, così da disporre di uno strumento affidabile e ripetibile per valutare nel tempo la qualità degli acquiferi carsici.
Stakeholders coinvolti
MEIOGYPSOS si basa su una forte collaborazione con il mondo speleologico e le realtà locali attive nella Vena del Gesso Romagnola. Partner fondamentali sono la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi storici del territorio, come il Gruppo Speleologico Faentino e la Ronda Speleologica Imolese, custodi di competenze tecniche e conoscenza diretta degli ambienti ipogei. Accanto a loro opera l’associazione La Nottola, da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio carsico, insieme alle Guide Speleologiche del Parco, che garantiscono supporto operativo e un legame costante con il territorio. Questa rete di stakeholder permette di unire esperienza, professionalità e partecipazione attiva, elementi essenziali per la riuscita del progetto.
Principali risultati attesi
Il progetto porterà a una significativa crescita delle conoscenze sulla meiofauna e sulla microbiologia dei sistemi sotterranei della Vena del Gesso Romagnola, grazie all’esplorazione di 20 laghetti ipogei mediante tecniche avanzate di metabarcoding. La fase iniziale consentirà di mappare con precisione la distribuzione dei laghi sotterranei all’interno del Parco, migliorando la comprensione di un ambiente ancora poco conosciuto. Le indagini permetteranno di ampliare il quadro della biodiversità sotterranea, con particolare attenzione a specie endemiche o non ancora descritte.
Campionamenti mirati su crostacei e anellidi offriranno ulteriori approfondimenti sulle comunità biologiche presenti. L’analisi dei dati raccolti servirà anche a valutare la qualità delle acque ipogee, utilizzando la meiofauna come bioindicatore sensibile dello stato ecologico degli acquiferi carsici. Al termine del progetto verrà elaborato un piano di monitoraggio periodico, utile a controllare nel tempo sia la qualità delle acque sia l’evoluzione della biodiversità sotterranea, fornendo uno strumento stabile per la conservazione di questi habitat fragili e unici.
Diffusione risultati
La diffusione e la replicabilità dei risultati del progetto sono garantite dall’impiego di tecniche innovative e facilmente trasferibili ad altri contesti carsici. L’utilizzo del metabarcoding per lo studio della meiofauna e della microbiologia delle acque sotterranee rappresenta un modello metodologico riproducibile, applicabile anche in altre aree con ecosistemi ipogei analoghi.
Allo stesso modo, le procedure sviluppate per il monitoraggio periodico degli acquiferi, basate su tecniche molecolari rapide e precise e sull’impiego di bioindicatori, forniranno strumenti standardizzati e replicabili per valutare nel tempo la qualità delle acque sotterranee. Questi approcci permetteranno di estendere il metodo a nuove aree protette e di costruire reti di monitoraggio comparabili tra diversi sistemi carsici.












