
Bassifondi
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I bassi fondali della laguna di Venezia sono costituiti dalle ampie aree sommerse a profondità ridotta, e svolgono un ruolo essenziale nella regolazione della qualità dell’acqua favorendo la sedimentazione di particelle sospese e contribuendo alla depurazione naturale. Tra le diverse tipologie di bassifondi si distinguono quelli intertidali come le velme e quelli subtidali che rimangono sempre sommersi. Le velme sono superfici lagunari che rimangono sommerse per la maggior parte del tempo, affiorando solo in condizioni di bassa marea particolarmente accentuata. Composte prevalentemente da sedimenti fini, le velme rappresentano ambienti di transizione tra le barene e i bassifondi più profondi. La loro morfologia è in continua evoluzione a causa dell’azione delle correnti e delle maree, ed è influenzata dai fenomeni di erosione e sedimentazione. Le velme svolgono una funzione ecologica essenziale, poiché offrono habitat a numerosi organismi bentonici, come molluschi, crostacei e policheti, che a loro volta costituiscono una fonte di nutrimento per pesci e uccelli acquatici. Inoltre, questi ambienti favoriscono la crescita di alghe e di fanerogame marine, contribuendo alla stabilizzazione del sedimento e alla riduzione della torbidità dell’acqua. I bassi fondali in generale comprendono superfici ricoperte da differenti tipologie di substrato e vegetazione che ospitano comunità bentoniche diversificate e fungono da zone di alimentazione, rifugio e riproduzione per numerose specie ittiche. Alcuni tratti sono caratterizzati dalla presenza di fanerogame marine, come Zostera marina e Cymodocea nodosa, che svolgono un’importante funzione di ossigenazione dell’acqua e di consolidamento del sedimento che contrasta l’erosione, e formano un habitat complesso che supporta una biodiversità particolarmente ricca. Altri fondali sono invece dominati da tappeti algali, costituiti da macroalghe verdi e rosse che possono proliferare in presenza di abbondanti nutrienti. Altri ancora sono costituiti da fondali nudi, prevalentemente sabbiosi o fangosi. La copertura dei fondali varia in base a fattori idrodinamici che agiscono sui gradienti di salinità e temperatura, alla distribuzione di nutrienti e particolato in sospensione, alla qualità dell’acqua e alla pressione antropica, influenzando direttamente la produttività biologica dell’ecosistema lagunare. A sua volta, la diversa copertura dei bassi fondali influenza la composizione delle specie bentoniche e ittiche presenti. Il mantenimento di tutta questa varietà di habitat è quindi fondamentale per il mantenimento della biodiversità. In alcune aree di basso fondale si allevano e raccolgono vongole veraci (Ruditapes philippinarum). La venericoltura, in forte espansione dagli anni’80 e rilevante per l’economia locale, ha però causato impatti ambientali— come alterazione dei fondali, perdita di biodiversità e specie invasive— che richiedono una gestione sostenibile.
